Altan: La bilancia è un segno di merda, basta un niente e si squilibra

Santa Psaico de Monte Bianco

Posted: Luglio 26th, 2013 | Author: | Filed under: squilibri | Commenti disabilitati su Santa Psaico de Monte Bianco

Io le ho lasciato 480, dico quattrocentottantamicabriciole, sull’unghia e non mi sono sembrati neanche tanti. Si potrebbe pure pensare che il mio incoscio abbia sapientemente organizzato la dimenticanza del pagamento del mese scorso, nonchè la perdita del mio libretto di assegni, cosicchè da rendere necessaria la raccolta del malloppo in biglietti da 20. Tiè, beccati tutti sti soldi come peso della mia gratitudine, come segno tangibile della ricompensa. Manco li ha contati. Che amore.

Tralasciando i dettagli degni da tempo delle mele

“oh, ci siamo tagliate i capelli insieme…”

“hihihihih”

“oh, ma si è fatta rossa anche lei”

“uhuhuhuhuh”

e gli imbarazzi del saluto sulla porta in cui lei mi tende la mano e io con tutto l’imbarazzo di chi vorrebbe invece abbracciarla, scivolo agitata su quella stretta, cosa che tra l’altro NON FACCIO MAI, sempre decisa la stretta, invece con lei oggi c’era l’imbarazzo dell’emozione. Quello del saluto con il sorriso. Dicevo, tralasciando i dettagli che hanno fatto da contorno a questi 50 minuti d’oro, la sedutasaluto di oggi aveva un sapore particolare. Quello della banalità. Io sto scoprendo a poco a poco quello che rappresenta la scoperta dell’acqua calda per molti. La banalità di un dialogo con i genitori dove le parole non siano annebbiate dai sottotesti

CIAO COME VA?

perchè non mi chiami mai?

LAVORI TANTO?

perchè non torni neonata così che io possa prendermi cura di te?

La banalità della noia, del tempo che passa senza che succeda niente. La banalità di una discussione che, banalmente, si risolve senza che si avverino presagi apocalittici di solitudine e morte .

Benedetta la psaico che mi ha riportato sul piano della banalità. Della semplicità.

Santa psaico de monte bianco che mi hai mostrato l’imprevisto, storicamente acerrimo nemico della mia necessità di controllo, come un semplice folletto cacacazzi che mi cambia scenografia senza consultarmi. Niente di più. Un banale cambio di scenografia che mi para davanti mille altre possibili strade.

Stabilmente squilibrella. Lo squilibrio me lo hai lasciato come parte costruttiva del mio essere. Solo sto imparando a goderne e a non averne paura.

Io questo cercavo. Un pò come quando sulla spiaggia di Bali sono rimasta nello stupore infantile di un sole grande grande che sprofonda nell’oceano. Io come un puntino minuscolo, immerso in tutto ciò che sopra, sotto, dentro di me si stava autogenerando fottendosene altamente delle mie aspettative di mondo.

e ora, con questa bella immagine new age, immagino già cosa abbia voglia di fare ora squilibrella….