Altan: La bilancia è un segno di merda, basta un niente e si squilibra

Foglietti illustrativi

Posted: Gennaio 18th, 2012 | Author: | Filed under: squilibri | 2 Comments »

 

Torno a casa scalpitando, con passi veloci e ritmati, gli scalini tre alla volta. Sono arrabbiata, gli angoli della bocca sono all’ingiù e stringo le labbra che un po’, sì è vero, tremano e rimangono incastrate tra i denti. Sono arrabbiata, sono nervosa, aggrotto la fronte. Ancora una volta la rabbia vuole uscire e, trovatasi costipata nella mia pancia, nella mia testa, quando esce devasta e sparge sale.

Sparo la musica e schiaccio i tasti della tastiera, sperando di fare ordine, di sfogare, di tirare fuori.

L’aspettativa è un linguaggio. Quello che spaventa è che oggi ne ho la percezione come se si trattasse di un gene, di un virus contagioso e pertanto trasmissibile. Nel complicato universo darionesco si cresce investiti da aspettative e si impara a ragionare per aspettative. Interrompere il circolo vizioso mi sembra un’impresa titanica.

 

Dopo una rapida e superficiale lettura internettica riguardo al significato sociale delle aspettative, mi imbatto nell’interessantissimo effetto Pigmalione, tematica prettamente scolastica ma che trova altrettante stimolanti applicazioni nell’ambito delle relazioni.

 

Nella mitologia greca, Ovidio narra di Pigmalione, scultore, che dopo aver creato e plasmato una statua in avorio rappresentante il suo ideale di femminilità e di bellezza, se ne innamora. Venere, la dea della bellezza commossa da questo suo stato di perdizione amorosa, esaudisce il desiderio e le preghiere di Pigmalione, dando vita alla statua, trasformandola in Galatea.


Ripercorro un po’ la mia storia educativa e trovo alcune agghiaccianti corrispondenze. La brava bambina, quella che si comporta bene al ristorante, quella che va bene a scuola, quella che si impegna e non per ultimo quella che si mette in giovanissima età con un uomo di 10 anni più grande che la istruisce per filo e per segno. Tante cose belle ma sicuramente nel momento formativo più sbagliato. A 16 anni forse si dovrebbe andare a fumarsi le canne ai concerti piuttosto che ascoltarsi Bach alla Sainte Chapelle a Parigi no? Sì certo, come sei stata fortunata a fare la vita da principessa a quell’età. Ma ero davvero nelle condizioni di scegliere? Il primo sdoppiamento lo riconduco a quel periodo, quando partecipavo a salotti intellettuali portando la mia ingenuità e la mia testa fertile e allo stesso tempo mi devastavo di nascosto, per paura di deludere. Bella storia. Sono la vittima consapevole del mio Pigmalione francese. Mai rabbia contro di lui. Sempre comprensione. Un campanello suona tutte le volte che mi accorgo di aver abbassato la testa come un fedele animale domestico di fronte a coloro che non volevo deludere. Quando il campanello suona, scatta la rabbia, la voglia di rivalsa. Da questi campanelli sono nati i rigurgiti velenosi contro il Dottor Merda e contro l’Antigotama. Facile prendersela con loro che poco hanno contato nella mia vita, la posta in gioco era bassa. Ora da gestire c’è la rabbia verso il nido, verso gli affetti che ti hanno fatto crescere (o plasmato?).

 

Riconoscerla è il primo passo.

Appalesarla senza senso di colpa sarebbe il secondo.

 

Ma sul secondo punto si inseriscono le fottutissime aspettative. Quello che gli altri si aspettano da te e quello che tu, per la proprietà transitiva del contagio, giocatrice più o meno inconsapevole di questo gioco al massacro, credi che gli altri si aspettino da te. In questo senso l’aspettativa è un linguaggio, una rete di comunicazione che ti collega agli altri universi.

 

Di esempi concreti questa settimana ne ho avuti a iosa.

Giovedì e venerdì mi sento male, prendo un antibiotico sbagliato e divento l’epifania del foglietto illustrativo. Che qui riporto fedelmente

 

Disturbi psichiatrici

Non comune: insonnia, nervosismo.

Raro: reazioni psicotiche, depressione, stato confusionale, agitazione, ansia.

Molto raro: reazioni psicotiche con comportamenti autolesivi compresi ideazione o atti suicidi (vedere paragrafo 4.4), allucinazioni.

 

Bene, molto bene Daria. Li abbiamo sperimentati tutti. Ora ho un vero motivo per non avventurarmi nell’esperienza funghetto allucinogeno.

Dunque, mi sento male, ma male male male. All’ ennesimo scarafaggio con la bocca larga che vedo appena chiudo gli occhi, mi spavento e cerco aiuto.

Prima telefonata. Autentica.

Ho paura, sto male, chiamami ogni ora per assicurarti che stia bene. Grazie, sei un’amica.

Seconda telefonata. Il gioco delle aspettative.

Sto malino, non ti preoccupare, siiiii vedo gli insettini ma sono tanto carucci e mi fanno ciao ciao con le zampine. Mah dai, magari ci sentiamo tra un po’.

 

Cosa ho capito.

1- che avevo delle chiare aspettative nel secondo caso.

2- che mi sentivo investita da aspettative del tipo “ce la puoi fare da sola”. Sono una brava bambina che sa gestire TUTTO, anche uno stato psicotico.

Risultato: le parole non sono autentiche, sono mitigate, sono plasmate. E la reazione a quelle parole non può che andare contro alle aspettative che inconsciamente avevo.

Le nostre aspettative influenzano le relazioni con gli altri in modo sorprendente. Per esempio, chi vive con la paura di essere rifiutato dagli altri, metterà inconsapevolmente in atto dei comportamenti che provocheranno il rifiuto altrui (cit.)

Propongo dunque un foglietto illustrativo alternativo…

ASPETTIVIX, supposte da 500 g, clisteri da 1kg abbondante rivestiti di ortica

Indicazioni terapeutiche: nei  bambini/adolescenti in accrescimento ASPETTIVIX supposte garantisce un ottimo rendimento nei campi da VOI graditi. In caso di personalità eccessivamente autonome somministrare ASPETTIVIX clisteri ripetutamente.

Posologia e modo di somministrazione:  abbondante q.b. Non sono necessari alcuni aggiustamenti posologici per insufficienza psico-attitudinale

Controindicazioni: ASPETTIVIX risulta inefficace (ma ci potete provare comunque) su pazienti con le idee chiare.

Effetti collaterali: ansia da prestazione, sdoppiamento della personalità, stati maniacali seguiti da profonde fasi depressive, paraculaggine, gatti che si mordono la coda, recriminazioni, piagnistei, egocentrismo, cazzi e mazzi.

Interazioni: non somministrare ASPETTIVIX se il paziente sta andando dallo psicologo perché oltre a giragli i coglioni per tutto quello che spende, si potrebbe anche accorgere del clistere da 1 kg e due che si è autosomministrato dopo opportuno addestramento; in tal caso le reazioni avverse comprendono acidità, aggrottamento, irritabilità, perdite più o meno inconsapevoli di telefoni cellulari, isolamento e vendetta. Nel caso di persistenza dei sintomi è consigliabile una dose di carico di cannabinoidi guardando Henry pioggia di sangue a scopo sedativo.

Gravidanza e allattamento: ASPETTIVIX garantisce uno stimolo costante sul centro della frustrazione.

Sovradosaggio: non c’è mai limite a ASPETTIVIX. Dagliene finchè vuoi. E vedrai che il paziente somministrerà a sua volta ASPETTIVIX a tutti i suoi conoscenti.